INTRODUZIONE

ANATOMIA
La polpa (la parte viva del dente, comunemente chiamata “nervo del dente”) è costituita da tessuto connettivo lasso riccamente innervato e vascolarizzato, e con uno scarso sistema di drenaggio.
E’ contenuta nella porzione interna dell’elemento dentario, nella camera pulpare e nei canali radicolari ,che costituiscono il sistema endodontico.

Molte sue peculiarità sono riconducibili al tessuto mineralizzato che la racchiude (la dentina) in una cavità chiusa e rigida. Quando sottoposta ad insulti provenienti dall’esterno la polpa, differentemente da quanto avviene per gli altri tessuti connettivi infiammati, non può espandersi, e questo determina il collasso della circolazione all’interno del dente e/o l’esacerbazione della sintomatologia algica. Si instaura così un circolo vizioso che porta alla necrosi pulpare (alla morte del tessuto). Un processo infiammatorio può essere la conseguenza di: - una carie profonda con conseguente contaminazione batterica - un trauma Questi casi rappresentano indicazioni alla cura canalare (devitazzazione).
TRATTAMENTO ENDODONTICO
La cura canalare consta delle seguenti fasi:
• Rimozione placca e tartaro
• Anestesia
• Isolamento con diga di gomma
• Apertura camera coronale
• Verifica delle condizioni pulpari all’imbocco dei canali
• Disinfezione progressiva
• Disinfezione con soluzione acquosa di iodio al 5%
• Sondaggio dei canali radicolari
• Determinazione della lunghezza di lavoro
• Detersione e sagomatura dei canali Medicazione per almeno una settimana, se l’elemento dentario è necrotico, con Ca(HO), o otturazione se la polpa ad inizio trattamento era vitale
ANESTESIA
A seconda della localizzazione dell’elemento da devitalizzare esitono diverse tecniche di anestesia locale:
- Anestesia plessica: tecnica con la quale la soluzione anestetica viene depositata all’interno della zona da trattare. Tale tecnica procura un’anestesia rapida ed efficace per tutti i denti mascellari e per gli incisivi mandibolari. Si esegue utilizzando un ago corto e consiste nell’infiltrazione di almeno 2 cc di soluzione anestetica a livello degli apici.
- Anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore: tale tecnica comporta la comparsa di una parestesia all’emilabbro ed eventualmente all’emilingua. Per ottenere tale tipo di anestesia la soluzione anestetica va depositata in vicinanza del nervo prima che esso entri all’interno del ramo della mandibola, a livello della spina dello Spix. Questo tipo di anestesia rappresenta il metodo principale per anestetizzare i denti dell’arcata inferiore in quanto, a causa della densità ossea della mandibola, l’anestesia per infiltrazione locale non sarebbe efficace.
- Anestesia intrapulpare: tale tecnica garantisce risultati sicuri al 100 %. Si esegue iniettando l’anestetico attraverso una breccia, la più piccola possibile, aperta nel tetto della camera pulpare.Può essere molto dolorosa per il paziente ma la sensibilità dura pochi secondi: basta iniettare sotto pressione le prime gocce di liquido per avere l’effetto desiderato.
ISOLAMENTO DEL CAMPO OPERATORIO CON DIGA DI GOMMA
L’utilizzo della diga di gomma comporta i seguenti vantaggi:
• protezione del paziente dall’ingestione o dall’inalazione di piccoli strumenti,
frammenti dentali, liquidi di lavaggio canalare, sostanze irritanti,etc.
• possibilità di operare in un campo chirurgico pulito
• retrazione e protezione dei tessuti molli , che sono così al riparo anche dall’azione tagliente delle nostre frese
• migliore visibilità dell’area di lavoro
• diminuzione dei tempi morti
• protezione per l’odontoiatra e l’assistente dentale contro possibili infezioni che possono essere veicolate dalla saliva del paziente
• migliore sensibilità tattile durante la preparazione canalare
• Comfort per il paziente, che non si sente la bocca invasa da mani, strumenti e liquidi.

ACCESSO ALLA CAMERA PULPARE / 1
Preparazione della cavita` d`accesso
E` necessario iniziare con la rimozione di:
• tessuto cariato
• vecchie otturazioni eventualmente presenti
• Smalto non sostenuto
Si penetra in camera utilizzando frese diamantate montate su manipolo ad alta velocita`con direzione perpendicolare alla superficie del dente, fino ad arrivare a sfondare il tetto camerale.

ACCESSO ALLA CAMERA PULPARE / 2



SONDAGGIO DEI CANALI RADICOLARI
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RILEVAZIONE LUNGHEZZA DI LAVORO TRAMITE RILEVATORI APICALI E RX ENDORALI
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DETERSIONE E SAGOMATURA

MEDICAZIONE INTRACANALARE

OTTURAZIONE DEI CANALI RADICOLARI

Questo trova giustificazione nel fatto che: • le giunzioni dentina-cemento si trovano su livelli differenti • a livello apicale sono spesso presenti ramificazioni • e molte volte il forame apicale si trova in posizione più coronale rispetto all’apice radiografico.Inoltre un’otturazione oltre-apice determinerebbe una reazione infiammatoria da corpo estraneo, e pur non avendo necessariamente ripercussioni a livello clinico e quindi sintomatologico, non è corretta da un punto di vista biologico. Nella nostra struttura si utilizza la tecnica di otturazione tramite condensazione laterale. Questa ci garantisce un maggior rispetto dei tessuti vitali, in quanto determina con minor frequenza, rispetto ad altre tecniche oggi più diffuse, come quella della condensazione verticale di Schilder, la presenza di sbuffi all’apice e quindi di materiale nel tessuto periapicale con conseguente formazione di tessuto fibrotico e di infiammazione. Finita la sagomatura si irriga abbondantemente, quindi si asciugano i canali, con l’ausilio di appositi coni di carta e si prova il cono master. Si esegue eventualmente un’altra radiografia endorale per valutare se la lunghezza di lavoro ottenuta è corretta, e si prosegue con l’otturazione canalare.I canali radicolari devono essere riempiti fino alla lunghezza stabilita ed ogni spazio vuoto deve essere completamente obliterato. Questo avviene introducendo insieme a una piccola quantità di cemento endodontico, un cono di guttaperca del diametro dell’ultimo h-file utilizzato nella strumentazione, cono master. Quindi con degli appositi strumenti metallici, rigidi, conici e lisci, usati a freddo (spreader) si comprime il cono contro la parete canalare e si ricava dello spazio nel quale introdurre i coni accessori, di diametro inferiore rispetto al cono master, l’operazione si ripete fino ad ottenere un’otturazione densa e ben adattata. Gli spreader non devono scendere mai oltre la lunghezza di lavoro meno 2mm. I coni vengono tagliati all’imbocco con uno strumento incandescente, la guttaperca viene compattata con un plugger, viene posizionata una pallina di cotone e si esegue una ricostruzione con cemento provvisorio (ketac)

RITRATTAMENTO

Specialità Ambulatoriali 







